Nel tentativo di disegnare dei confini
attorno al concetto di edenamismo,
viene quasi naturale il richiamo all’edonismo.
L’avvio di un confronto con le filosofie
edoniste rappresenta un passaggio utile ad una sempre più chiara comprensione
di ciò che intendiamo per Edenamismo. Molte sembrerebbero essere le affinità
tra i due concetti, in particolare la ricerca di un bene che approdi nel
benessere e nel sommo godimento dell’individuo,
benessere e godimento che sono propri anche del traguardo dell’Eden,
fine ultimo dell’Edenamismo.
Ma le analogie si esauriscono qui: se
infatti il bene edonistico si riduce ad un piacere materiale, immediato, non
scevro da eccessi e per nulla incline a qualsivoglia mediazione, secondo la
logica del ‘cogliere l’attimo’ perché ‘del domani non v’è certezza’, il bene
per l’Edenamismo è un bene in prospettiva, che va costruito e conquistato con
il lavoro e con l’azione, frutto di scelte ponderate e consapevoli. Si tratta
di un bene che non disdegna certo il piacere immediato ed effimero, ma lo
subordina al raggiungimento del fine ultimo che è il bene supremo. Viene a
questo punto naturale proporre un accostamento con il fondamento delle grani
religioni monoteiste che, pur con differenti sfaccettature, concordano sul
traguardo di un bene supremo extra terreno da conquistare anche a costo di
sofferenze e sacrifici nella parentesi della vita sul Globo.
Ancora una volta l’Edenamismo si cimenta
in un esercizio di equilibrio tra istanze opposte: supera il riduttivismo
edonista pur senza subordinare ogni scelta ad un bene supremo e intangibile, ad
una promessa per qualcosa aldilà della vita terrena.
Fedele al traguardo dell’Eden,
l’Edenamismo tiene i piedi ben saldi a terra, nel tentativo di riproporre la
condizione ottimale dell’Eden perduto, da uomini e per gli uomini. E’ un’azione
dinamica di riconquista, di spiccata matrice umanista, volta ad un traguardo estremamente
ambizioso e lontano, ma, a differenza della proposta delle religioni
monoteiste, si tratta di un traguardo tutto terreno.
Il fascino dell’azione e la spinta alla
riconquista sono alimentate dall’utopia del traguardo, terreno ma al tempo
stesso ideale e collettivo e dalla concretezza insita nella consapevolezza che la
meta potrà essere raggiunta solo per tappe successive, queste sì estremamente
reali, tangibili, misurabili ed apprezzabili nel corso della vita di ognuno.
In questo l’Edenamismo si colloca entro una
dinamica evoluzionistica, che legge anche le fasi più tragiche ed
apparentemente deteriori della storia, in chiave positiva, quasi che siano
passaggi dolorosi indispensabili al raggiungimento di un intervallo temporale
successivo caratterizzato da un sempre maggiore livello di stabilità e
benessere. Ma l’Edenamismo non sconfina mai, per sua natura, in un passivo
fatalismo, e non considera quindi le fasi più negative e deteriori della come
inevitabili, piuttosto si misura con esse nella convinzione e con l’obiettivo
di prevederle per neutralizzarne gli effetti negativi e deteriori. Questa è
l’essenza ed il fascino della Dinamica che, agendo e tentando di disciplinare
le fasi attive e di transizione, consente il raggiungimento delle fasi
successive di stabilità e benessere (Eden). Una visione evolutiva per stadi
successivi di stabilità e benessere intervallati da fasi dinamiche e di
cambiamento che determinano la crescita, sintomo di un approccio positivo e
costruttivo che si concretizza anche attraverso un bene momentaneo ed un
piacere effimero, che certo l’Edenamismo non disdegna. La promozione del puro
piacere e del piacere effimero da parte dell’Edenamismo è tanto più convinta
quanto più tale piacere è funzionale alla miglior gestione delle fasi dinamiche
ed al raggiungimento di una fase di Eden. Al contrario nel momento in cui la
prospettiva edonistica venisse a configurarsi quale elemento di opposizione o
di disturbo all’incedere progressivo edenamista, allora si privilegerebbe senza
indugio il raggiungimento di un livello di benessere più stabile e duraturo, di
natura sociale e collettiva, disdegnando l’appagamento individuale momentaneo.
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