E’ fin troppo facile trovare un’identità
di vedute tra Edenamismo e Naturismo; in particolare l’esplicito richiamo al
traguardo dell’Eden di cui è impregnato l’Edenamismo, porta con se un’affezione
o quanto meno uno sguardo indulgente verso il movimento Naturista e la propria
libera ed esplicita espressività.
Ma c’è qualcosa di più della banale
equazione che lega Edenamismo e Naturismo attraverso il richiamo all’Eden. Come
occasione di approfondimento ci serviamo di due semplici domande: cosa c’è di
bello, di gradevole, di invitante nel proporsi, senza mediazioni di sorta,
nella propria integrale nudità? E come tale scelta può riconoscersi nel
pensiero edenamista al di fuori del binomio fin troppo scontato EDEN = NUDITA’?
Molte sono le motivazioni che il Movimento
Naturista adduce per giustificare il sommo piacere di stare nudi: il rapporto
con la natura, con l’ambiente ed i suoi elementi, la ricerca di un’armonia con
ciò che ci circonda attraverso un rapporto non mediato con aria, acqua e suolo.
Non va poi sottaciuta una componente
edonista nello stare nudi e, per taluni, certamente anche una certa dose di
esibizionismo.
Ma quello che non viene mai
sufficientemente enfatizzato è l’aspetto culturale e soprattutto sociale legato
alle pratiche naturiste. In particolare ciò che è più autenticamente ‘eversivo’
nel naturismo è il fatto di starsene completamente nudi, e completamente a
proprio agio, entro un complesso sociale anche complesso di relazioni ed
interazioni come quello di una spiaggia o di un villaggio. Si tratta di
un’azione intimamente rivoluzionaria che, nella sua semplicità, riesce a
scardinare secoli di condizionamenti culturali indotti, meglio definiti come
‘comune senso del pudore’.
Alla base della scelta naturista vi è
quindi, consapevole o meno, un atto di ribellione e di rifiuto verso
condizionamenti indotti ed unanimemente accettati ma di per sé non del tutto
razionali, come quello di immergersi in acqua coperti o girare per la spiaggia
con alcune parti del proprio corpo, considerate sconvenienti, debitamente
occultate da costumi, parei o capi appositamente studiati, spesso per
alimentare la malizia del vedo/non vedo.
Motivo di intima e convinta soddisfazione
nel trovarsi nudi entro un contesto sociale sta proprio nella consapevolezza di
stare compiendo un atto eversivo, contrario ad una morale della quale non si
riconoscono i fondamenti.
Che ruolo riveste l’Edenamismo in questo
approccio al naturismo? Piace all’Edenamismo, oltre alla citazione della nudità
dell’Eden, proprio l’aspetto ‘eversivo’ e di esplicita ribellione contro le
false morali. Se infatti obiettivo dell’edenamismo è il raggiungimento di fasi
più evolute di stabilità e benessere per la società, si comprende come
liberarsi dalle false morali e dai condizionamenti deteriori, costituisca un
traguardo indispensabile al raggiungimento di una sempre maggiore
consapevolezza di sé e delle proprie potenzialità sia come individui che come
comunità.
Liberi e fieri del nostro tradizionale cilindro e
del monumentale mantello, come della nostra dignitosa nudità!
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