La crisi degli ideali e delle ideologie, il debordare dell’utilitarismo egoista, il progresso piegato al capitale, impongono la necessità, per operare una netta virata in senso edenamista, di un’azione traumatica, di profonda rottura, finalizzata al raggiungimento di un nuovo equilibrio dinamico, verso un progresso più a misura d’uomo.
Ripulire dalle scorie lasciate dal mercato e dal progresso di matrice utilitarista, è l’imperativo che pone l’EDENAMISMO.
Il volto virile, estremo, feroce, dell’EDENAMISMO, per un’efficace azione di demolizione delle incrostazioni mentali imposte dall’utilitarismo e dal profitto e per la demolizione fisica, materiale, delle scorie che il progresso malato e viziato e più deteriore ha lasciato sul territorio.
DEMOLIZIONISMO per alimentare ed incoraggiare l’utopia del bello, dell’equilibrio, dell’eden!
D E M O L I R E ! DEMOLIRE! DEMOLIRE! come supremo atto liberatorio, necessaria catarsi per una ritrovata dignità.
DEMOLIREMO le illusioni che ottenebrano le menti attraverso la promessa di falsi ideali di libertà offerti dal prodotto facile! Prodotto facile > prodotto per tutti > falsa prospettiva di benessere attraverso la risposta a bisogni indotti dall’omologazione: il prodotto elevato a sogno; al solo scopo di alimentare un gigantesco, infinito mercato. L’imperativo è consumare, omologarsi nella corsa al prodotto, al sogno, pensare poco e consumare, consumare molto: la televisione per tutti! Il plasma, e poi l’home theater per tutti!, l’i pad per tutti!, e ancora ... la villetta con giardino con il cane ed i nanetti per tutti!, le vacanze esotiche per tutti! ... In questa orgia di consumo e in questa illusione omologante di benessere, si perde il concetto di qualità, di bellezza, di misura, tutti protesi verso l’obiettivo di omologarsi nella conquista dello status simbol.
Noi vogliamo demolire i prodotti delle false illusioni di benessere e dell’effimero, frantumare televisori, telefonini, radere al suolo villette con giardino e farci beffe di vacanze esotiche, per ridonare alle menti una prospettiva reale, tangibile, che si esplichi nel raggiungimento di una REALE qualità della vita.
Ma soprattutto demolire quartieri, periferie, capannoni; demolire il vecchio, il deteriore, ciò che è brutto, deturpante e degenere, demolire le scorie di un progresso senza etica, demolire le metastasi del tumore dei nostri territori e delle nostre città. Demolire per un’urbanistica nuova, per un’architettura nuova, usare i moderni strumenti della perequazione e della compensazione per rendere sostenibile il trauma del rinnovamento e della ricerca di qualità.
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