Da anni ormai la logica del profitto e della produzione conduce un attacco mirato sul modello di formazione di matrice classica, di stampo Ottocentesco, lento al cambiamento, tradizionalista, magari anche un po’ elefantiaco, basato sul primato, certo fuori moda da qualche decennio, della CULTURA.
Cultura classica, globale, multidisciplinare, che mira a fornire allo studente solide basi conoscitive generali, che difende lo studio del latino, della storia, degli autori classici. Una scuola quindi che, in forza della sua burocraticità ancestrale, della sua elefantiaca lentezza al cambiamento, come un placido potente pachiderma, ha saputo resistere alle sirene del profitto che reclamano a gran voce una scuola per Tecnici e non certamente per INTELLETTUALI. “.. la scuola non prepara i giovani al mondo del lavoro, è vecchia, inattuale e va modernizzata ..” si sente pontificare. Placido e potente pachiderma il sistema scolastico italiano ha fatto da argine al dilagare incontrollato delle logiche utilitaristiche e di mercato, infondendo in ognuno di noi il GERME della CULTURA, della FORZA DELLA RAGIONE, della STORIA e delle RADICI. CAPACITA’ CRITICA E IMPULSO ALLA CONOSCENZA PRONTO AD EMERGERE, A EROMPERE, A REAGIRE!
Alla scuola il compito di infondere cultura, quale estrema opportunità contro l’omologazione alle logiche utilitaristiche del consumo e della produzione.
L’EDENAMISMO ringrazia questa scuola antica, del latino, di Dante, della storia e della cultura classica, perché in questo humus brulicante di stimoli troverà la forza per la sua rivoluzione.
Sperimentazione EDENAMISTA tesa al benessere sociale, alla concordia, ad una vita degna di essere vissuta. Per noi EDENAMISTI occuparsi dei luoghi dell’abitare non è esaustivo, rinnegare le periferie dormitorio, i quartieri ghetto, le sacche suburbane entro cui attecchiscono e si annidano come virus malavita ed abbandono, non è per noi sufficiente. Benessere significa anche lavoro, dignitoso, piacevole, sicuro, un lavoro sempre meno faticoso per il quale la fatica sia progressivamente sostituita dal lavoro delle macchine, ma che al contempo riesca ad arginare lo stress e i soprusi al fine di essere autenticamente percepito come condizione di appagamento e realizzazione personale.
“maledetto il suolo per causa tua! Con dolore ne trarrai il cibo per tutti i giorni della tua vita. (...).
19Con il sudore del tuo volto mangerai il pane, finché non ritornerai alla terra, perché da essa sei stato tratto”
Nei passi della Genesi sulla cacciata di Adamo dall’EDEN troviamo le ragioni della scommessa EDENAMISTA che si pone come una sfida a dimostrare di potercela fare, capacità di redenzione attraverso l’espiazione e la dimostrazione di volontà e perseveranza nel tentativo di riconquistare con i propri mezzi e le proprie forze una condizione che si avvicini quanto più possibile all’EDEN perduto. E la scommessa in questo caso si gioca proprio sul lavoro, sull’ingegno, sulla tecnologia, capace di alleviare le fatiche dell’uomo, ribaltando le profetiche parole della cacciata e trasformando il dolore ed il disagio in gioia ed opportunità. La tecnologia non deve essere intesa come opportunità asservita al profitto ed al guadagno di pochi, ma come occasione per tutti. Grazie alle possibilità offerte dalla tecnologia e della ricerca siamo già oggi in grado di ristrutturare i modelli organizzativi e di lavoro. Ristrutturiamo le fabbriche, gli uffici, i laboratori; lavoriamo per il raggiungimento di livelli di benessere e standard di sicurezza più elevati! Imperativi questi che devono diventare obiettivi largamente condivisi e scaturire forti e spontanei dalla società a tutti i livelli. Solo così si potrà parlare veramente di progresso, progresso economico e progresso sociale a tutti i livelli: progresso nei modi di vita e di lavoro anche attraverso il progresso della cultura, delle arti, della sperimentazione, delle tecnologie. Progresso per vivere in armonia, con gioia, circondati da serenità e bellezza. Un traguardo facilmente raggiungibile attraverso una necessaria riconsiderazione dei valori degli individui, che superi l’idea assoluta ed intangibile del profitto per privilegiare i concetti di benessere, di sperimentazione, di cultura.
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