Cosa c’è dietro questa strana
affermazione? Forse l’idea di pagare tutti per pagare meno? BALLE! BALLE!
BALLE! Maggiore è il drenaggio dai cittadini maggiori gli sperperi, le ruberie,
le clientele (con la cura Monti siamo a più di 2000 Miliardi di debito
pubblico). Anche per questo, nell’accezione comune, la protesta e la rivolta
contro il potere costituito si legano all’idea dello sciopero fiscale.
Ma quale sciopero fiscale? E’ come
immolarsi da soli sull’altare! Come mettersi le manette da soli! Lo sciopero
fiscale funziona solo nel momento in cui TUTTI sono disposti ad astenersi dal
pagare le tasse, ma se così fosse, non ci sarebbe bisogno dello sciopero
fiscale perché saremmo di fronte ad una generale consapevolezza, tale da non
rendere necessaria questa estrema forma di protesta. Quindi anche l’idea dello
sciopero fiscale è uno specchietto per le allodole, e quindi una gran BALLA!
Paghiamo quindi le tasse che ci competono,
paghiamole tutte, ma poniamoci nella condizione di sfuggire dalle regole del
controllo di uno stato invasivo che irrompe nell’intimo di ognuno. Riuscendo in
questa piccola sfida saremmo in grado, realmente, di dare avvio ad un’azione
realmente eversiva.
Paghiamo in contanti quanto più possiamo,
evitando l’intermediazione bancaria del bancomat o della carta di credito.
Sperimentiamo forme di baratto per lo
scambio di beni, oggetti, prestazioni, servizi. Nel fare questo non è che
possiamo sempre essere del tutto rispettosi di assurde regole di ferrea
disciplina e controllo di uno stato padrone, ma altrimenti che insorgenti
saremmo!
E ancora, smettiamola di essere più
realisti del re, interpretando in senso prudenziale e restrittivo regole già di
per se limitanti: sforziamoci di trovare un’interpretazione creativa e a noi
favorevole di regole che minano la nostra libertà e la nostra autonomia di
giudizio. La nostra casa E’ NOSTRA, l’interno dell’abitazione è e deve essere di
nostra ESCLUSIVA competenza, le manutenzioni ordinarie SONO LIBERE, le opere
interne che non pregiudicano la statica dell’edificio NON DFEVONO ESSERE
AUTORIZZATE DA NESSUNO, e così via….Sono modi per riappropriarci del nostro
privato, dell’autonomia delle nostre scelte, modi per sottrarci dalla
mediazione perpetua dello stato, delle banche, del potere.
Puntiamo all’autosufficienza energetica,
scaldiamoci con la legna, magari barattandola da un vicino da un contadino da
un taglialegna; alimentiamoci energeticamente con i pannelli fotovoltaici,
senza bisogno di incentivi, senza immettere energia in rete e senza
richiederne, per non essere legati alla fornitura di un gestore monopolista.
Coltiviamo l’orto e produciamo in proprio
quanti più prodotti possibili per il fabbisogno primario.
Non chiediamo niente allo stato, non
compiliamo modelli ISEE , non elemosiniamo sovvenzioni o contributi da
elemosina, soprattutto se per avere aiuto dalla mano pelosa dello stato siamo
costretti a raccontare troppo del nostro lavoro e della nostra vita.
Recuperiamo il concetto di famiglia,
ricerchiamo la solidarietà all’interno della cerchia ristretta di amici, vicini
e familiari, lasciando le istituzioni fuori dalla nostra vita, secondo
l’equazione più società (intesa come microcosmo attorno al nostro io) e meno
stato.
Cerchiamo di limitare la televisione ma
privilegiamo i social network, utilizzando carte prepagate, limitando i
contratti di servizio, le assicurazioni, le convenzioni con i soggetti
pubblici.
Solo così riusciremo a contenere la
burocrazia, a lasciare lo stato invasivo fuori dalla porta della nostra casa,
per godere di qualche momento di autonomia, di libertà, per mostrare che vivere
in un modo diverso SI PUO’!
E allora mostriamoci bravi cittadini,
rispettosi degli adempimenti, buoni pagatori di quanto dovuto, ma scappiamo da
tutto ciò che non può esserci imposto, rifugiamoci nella foresta di Sherwood
del nostro privato e della nostra casa e li troveremo altri come noi che prima
o poi troveranno la forza ed il coraggio di radunarsi attorno ad un Robin Hood
capace di alzare il tiro, verso forme di ribellione più matura, più consapevole
e più radicale! …. E chissà che quel Robin Hood non sia già in qualcuno di noi
….
di Luca Bertagnon
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