E’ il filo conduttore di un filone di
articoli e di interventi su questo periodico, il che non significa
necessariamente pretendere di interpretare esaustivamente la linea editoriale
de L’insorgente, ma piuttosto porsi coerentemente e costruttivamente
all’interno di un percorso condiviso.
In particolare il tema del
‘DEMOLIZIONISMO’ sarà diffusamente trattato, stimolato, indagato, nel tentativo
di trasmettere il messaggio secondo cui il recupero di tradizioni e valori, il
superamento di una fase storica in avanzato stato di decomposizione, passi
necessariamente attraverso un’inevitabile opera di ripulitura dalle
incrostazioni di quasi un secolo di sviluppo accelerato, frenetico e spesso
fuori controllo.
Obiettivo finale è la rinascita attraverso
la riscoperta ed il recupero di valori e di radici profonde, ma tale risultato
può raggiungersi solo attraverso la consapevolezza della necessità si INSORGERE
e la disponibilità nel mettere in discussione e liberarsi, in sintesi nella disponibilità
a DEMOLIRE le sovrastrutture e i simboli di ciò che si intende superare,
riconoscendolo come sbagliato.
Insorgere e demolire sono quindi due tappe
di uno stesso percorso e sono sinonimi rispettivamente di consapevolezza e
azione. In particolare l’atto demolitorio incarna un’azione distruttiva, un
atto catartico e liberatorio che è indispensabile al superamento di una fase
storica. Vi è poi l’azione costruttiva della rinascita che non può manifestarsi
senza l’indispensabile consapevolezza e senza la catarsi distruttiva.
Da qui si comprende facilmente come il tema del
paesaggio, del territorio, dell’ambiente, la voglia di rigenerazione urbana e
di ripulitura del territorio e delle città dalle incrostazioni del cemento sia
solo l’esemplificazione porzione e non esaustiva di un’opera demolitoria che va
estesa alle sovrastrutture organizzative ed istituzionali, alla burocrazia,
alle regole che disciplinano la convivenza sociale, la produzione, l’economia e
i mercati. Qui si parlerà molto di territorio, architettura e paesaggio, ma
l’importante è che si colga chiaro il significato di fondo del messaggio che in
realtà vuole stimolare una catarsi controllata che, attraverso la sollevazione
delle coscienze porti al superamento di una fase storica che ha ormai reso
evidenti le proprie storture e le proprie contraddizioni. E’ giunto il momento di brandire mazze, martelli, falci e
spade per dare una bella ripulita da quelle macerie e dal quel sottobosco che
questo periodico si impegna già dai prossimi numeri ad individuare, denunciare,
descrivere ed isolare. Buona DEMOLIZIONE a Tutti da Luca Bertagnon!
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