Ebbene sì, gli asini volano! Del resto lo
vedete tutti che gli asini volano, … com’è bello e divertente vedere tutti
questi asini che volano nel cielo … e potremmo andare avanti a ripetere
all’infinito questo medesimo concetto nell’intento d convincere i più sulla
veridicità della strampalata teoria degli asini che volano, e con la certezza
che, alla fine, la maggioranza finirebbe col crederci davvero.
Si tratta semplicemente di una collaudata
strategia di comunicazione che, attraverso la ripetizione ossessiva, magari da
parte di voci autorevoli e possibilmente senza contraddittorio, porta ad un
autentico convincimento, anche su teorie inverosimili o strampalate. E’ la
strategia che sta mettendo in atto il potere finanziario dominante per farci
digerire i sacrifici imposti da un governo Monti che non sta risanando un bel
niente, salvo rastrellare, ancora una volta, nello stile dei peggiori governi
del pentapartito, gli ultimi spiccioli dalle tasche dei cittadini.
Ci raccontano ripetutamente che non
avevamo scelta, che stiamo facendo un doveroso sacrificio finalizzato al
risanamento ed alla ripresa, fino a fantasticare che non vi è stato un reale
aumento della pressione fiscale, ma che si è trattato solo di una inevitabile,
utile, razionalizzazione del prelievo, verso un fine ultimo di ripresa,
prosperità e benessere per tutti. Ce lo raccontano con tanta veemenza, passione
e convinzione, continuamente ed incessantemente che qualcuno si sta davvero
convincendo che deve essere proprio così.
Poco importa l’evidenza degli aumenti dei
carburanti, delle sigarette, delle marche da bollo, delle tasse sulla casa,
rispolverando i peggiori arnesi dei governi più spendaccioni ed irresponsabili
della storia della repubblica; dietro la scusa del risanamento tutto è
consentito. Che volete che sia un abnorme numero di dipendenti pubblici che
alimentano inconsapevolmente un’insaziabile macchina burocratica che soffoca e
distrugge l’economia e l’iniziativa privata? Con la diminuzione delle province
risolviamo ogni problema. E potremmo andare avanti con gli esempi, evidenti,
inconfutabili, convincenti; tanto domani troveremo un presidente del consiglio,
contrappuntato dal serio Casini e dall’autorevole Napolitano, pronto a ripetere
la solita tiritera di fandonie, ripreso e amplificato in video, nei
telegiornali, citato e rimbalzato dagli opinionisti.
Come è possibile, ci si chiede, che la
gente sopporti un’infinità di fandonie di tal fatta senza indignarsi e scendere
in strada con i forconi? Che subisce passivamente il prelievo infinito di uno
stato insaziabile e sciupone? L’opera di convincimento di massa non si basa
solo sulla continua ripetizione delle tesi più improbabili funzionali al potere
dominante, ma si poggia su un lavoro preparatorio, pianificato o non
pianificato non importa, ma in atto ormai da anni, teso, attraverso un’idea di
benessere di facciata, costruito sul mero possesso di oggetti, ad uccidere gli
ideali. Lo scopo primario della vecchia e stanca società europea sembra sempre
di più quello di raggiungere la felicità attraverso il possesso di status
simbol da reperire facilmente sul mercato. Le donne e gli uomini europei si
sentono giusti, civili, tolleranti, arrivati, detentori di un benessere e di
una supremazia sul mondo, non hanno un reale progetto per il futuro, non hanno
reali obiettivi perché sono convinti di avere ormai tutto. Coerentemente con
questa idea si lavora alacremente, come formiche, per accaparrarsi l’inutile,
il vacuo e l’apparenza, ci si inventano norme assurde sulla curvatura delle
banane, si moltiplicano esponenzialmente gli adempimenti burocratici fini a se
stessi al solo scopo di creare impegni, occupazioni, e preoccupazioni, che
servono a tenerci impegnati, a costruire una sorta di mondo parallelo, di
facciata, tutto basato sulla forma e sulle cose.
La crisi di obiettivi, di pensiero e di
ideali e la contemporanea e smaniosa corsa ad accaparrarsi gli oggetti porta a
quel torpore funzionale ai disegni di un capitalismo finanziario che vede gli europei
ormai solo ed unicamente come un unico grande mercato dove piazzare, con
fortissimi margini di guadagno, prodotti concepiti ed assemblati altrove,
mentre tutti, con il naso per aria, stanno a vedere contenti … gli asini che
volano.
Nessun commento:
Posta un commento