Dopo essersi
impaludata nella melassa romana con federalismo, la Lega Nord, con l’ennesima
sagace intuizione di Umberto Bossi, è tornata alle origini ed ha abbandonato le
velleità di trasformare radicalmente il sistema istituzionale italiano da
centralista in federale. Non deve essere stato facile il deciso cambio di rotta
quando sembrava di essere arrivati a centrare l’obiettivo, ma, nonostante la
turbolenta fase di cambio di leadership, che ha scosso la Lega dall’interno, e
nonostante gli scandali farlocchi che sembrano svaniti in una bolla di sapone,
Umberto Bossi, come ultimo atto della sua segreteria, è riuscito ad elaborare
una strategia suggestiva, tutta rivolta al futuro: quella dell’Euroregione
Alpina.
Diamo atto al
nuovo segretario di avere raccolto il testimone e di essere stato capace di
coltivare la suggestione di Umberto Bossi, con l’idea di una leadership
leghista nelle tre più importanti regioni del Nord, di fatto il nucleo fondante
dell’Euroregione, e di avere fondato su questo sogno una campagna elettorale
che sembra in crescita per la Lega. Da qui l’augurio per un progetto che sembra
inevitabilmente destinato ad essere vincente in quanto ad esso si lega il
futuro dell’Europa.
Con il salvataggio della Grecia infatti,
perseguito non senza tentennamenti, ma destinato ad arrivare a termine,
l’Europa ha dimostrato di essere intenzionata ad andare fino il fondo al
processo di unificazione, con l’intento di riacquistare il ruolo storico di
grande potenza mondiale. Il processo di unificazione a sua volta non è compatibile
con l’esistenza di grandi stati nazionali centralisti che, inevitabilmente
finirebbero per scontrarsi con l’istituzione europea.
Da questa semplice considerazione risulta
evidente come è solo una questione di tempo l’inevitabile sfaldamento degli
stati nazionali a favore di un’entità statuale europea che dovrà essere
necessariamente di tipo federale. Il tentativo degli stati sarà quello di
federarsi tra loro mantenendo l’attuale conformazione ma sarà nel momento del
progressivo trasferimento dei poteri alla neonata federazione europea che
potranno esprimersi le spinte autonomiste e le rivendicazioni territoriali,
consentendo alle realtà regionali e territoriali più strutturate e motivate di
rivendicare una propria autonomia all’interno della federazione europea.
Da qui la necessità di perseguire convintamente
il progetto di un’unione delle regioni a nord e a sud delle Alpi, con un ruolo
determinante del nucleo fondativo di Piemonte, Lombardia e Veneto.
di Luca
Bertagnon
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